29 novembre 2016

Sara e Laura... SARtoriA di Sara & POPidea

Che periodo! fai questo, pensa a quello, mi sono dimenticata quell'altro e...cosa dovevo fare per domani? altro che nodi al fazzoletto, qui ci vuole un lenzuolo e...non è mica abbastanza! Ecco, questa è la sintesi di queste tre (3!!) settimane in cui sono stata desaparecida dal blog...e non senza sensi di colpa, eh...  Insomma, tante cose, tanti pensieri, nuovi progetti e alcune preoccupazioni.

Oggi però vi racconto dei nuovi progetti o, meglio, di uno in particolare. I più accorti di voi l'avranno già notato...nel menù di Spilliepennelli c'è una nuova pagina.... POPidea, che oggi vi presento.


POPidea è un progetto  che nasce da un'amicizia, di quelle che sembra di conoscersi da una vita e si finisce per perdere il conto del tempo. Di quelle che in una frase ci si infila più subordinate che articoli ma non si perde mai il filo... sono troppe le cose da dire e le idee su cui ragionare e, per non perdere tempo, si finisce per dirle tutte insieme.

POPidea è una collaborazione, nata da una passione in comune, dalla mania di creare, dalla necessità di esprimersi attraverso il lavoro manuale e dalla ricerca di stoffe e materiali naturali per creare abiti, accessori e quant'altro ci viene in mente per i nostri bambini.

A proposito...ecco i numeri uno...i primi lavori di una lunga (!!) serie, cuciti a 2 teste, 4 mani, 1.000 idee...


Un giocoso scamiciato in morbida felpa, decorato con cuori in rilievo applicati a mano...


...e un dolcissimo papero di pezza che ho adottato dopo aver fatto le foto. Ma è stato lui a voler rimanere con me, giuro!

Seguiranno aggionamenti...stay tuned!!

Ciaooooo,
Sara

8 novembre 2016

Passione cucito e passione fotografia...parte due

Nel post precedente vi raccontavo che il cucito e la fotografia sono due mie grandi passioni. Sono due mondi ben separati, anche se a pensarci bene...non lo sono poi così tanto. Basti pensare alla foto di moda, per fare un esempio calzante per un blog di sartoria. 

Supponendo che abbiate gradito il primo post ma che siate troppo timide per dirmelo...
(a proposito, forzaaaaaa con 'sti commenti! è vero che non si deve vivere da commento/like dipendente, ma è pur vero che un riscontro da parte vostra che mi seguite -e siete tante-, oltre che farmi davvero piacere, mi da lo stimolo a continuare con un impegno -quello del blog- che non è indifferente :-)
...oggi, come promesso, ecco il secondo. Vi ricordate? l'altra volta parlavo di due passioni e quindi due lavori, accomunati dal medesimo tessuto: un morbido scuba rosa.

Per questo lavoro sono partita da un'esigenza, quella di non perdere il copri obiettivo della macchina fotografica. Appoggiandolo quà e là, infatti, rischiavo di perderlo. Navigando su Pinterest, ho trovato un'idea che faceva proprio al caso mio: un comodo taschino da infilare nella tracolla della macchina fotografica. Per realizzarlo, ho utilizzato gli avanzi di stoffa del lavoro che avevo appena finito che era....indovinate?!?

Ho disegnato la dima utilizzando il copri obiettivo con il diametro maggiore che ho, in modo tale che il taschino potesse contenere sia il copri obiettivo più grande che il più piccolo. Ho quindi riportato la dima sia sullo scuba che su un pezzetto di altra stoffa che ho utilizzato per l'interno, ho quindi cucito insieme il tutto e applicato due automatici.

Ecco il risultato, un comodissimo taschino a prova di sbadataggine...


Moooolto fashion, vero?!?

Ciaoooooo,
Sara

27 ottobre 2016

Passione cucito e passione fotografia...accomunate dal tessuto scuba?!?

Ciao a tutti, bentrovati!

Questo post e il prossimo accomunano due mie grandi passioni: il cucito e la fotografia. Coltivo entrambi, cercando di non sentirmi in colpa se dedico più tempo all'uno piuttosto che all'altra, con risultati che mi fanno stare bene. Certo, la strada da fare è ancora molto lunga e tutto è decisamente migliorabile.

Vedo però il bicchiere mezzo pieno di tutto il percorso che -in entrambi i casi- ho fatto partendo da zero e tutto lo studio e l'applicazione, gli errori fatti e i lavori ben riusciti che ho realizzato e, lo ammetto...sono soddisfatta di me stessa! Lo dico, anzi, lo scrivo. Per natura ricerco sempre il "come dovrebbe essere" e aborrisco la sbavatura ma ho capito che vivere insoddisfatti non porta a nulla e che fa molto meglio darsi una volta in più una pacca sulla spalla che aspettare di raggiungere la perfezione a tutti i costi.

Dunque dicevamo... due passioni e quindi due lavori, ovviamente...accomunati, come dice il titolo del post, dal medesimo tessuto: un morbido scuba rosa impreziosito da un ricamo d'alta moda.

Indecisa su quale lavoro presentare per primo, ho utilizzato la coerenza: siccome questo è un blog di sartoria e di cucito, iniziamo con ciò che si indossa! E allora, ecco il primo lavoro: un soprabito dalla linea pulita.


Ormai conoscete il mio mantra: stoffa lavorata = linea pulita :-)


Come? si, certo che lo indosso! anche se di recente un caro amico mi ha dato della "confettosa". Ho sorriso e ho ringraziato...i confetti sono così buoni :-)

...e l'altro lavoro cosa sarà?!? c'entra con la fotografia...
Curiose?

Alla prossima,
ciaoooooo,
Sara

15 ottobre 2016

Come adattare una giacca...

E' arrivata inaspettata, come la visita di una vecchia conoscenza, di quelle che non vedi da tempo immemore, e che all'inizio provocano un certo imbarazzo. Dopo i convenevoli...che dire?
Invece poi le parole vengono da sé e ci si trova a chiacchierare come ai bei tempi.


No, non sto parlando di un'amica ma di una giacca.

Capitata per caso, mi è stata messa in mano semicucita da parte di un'amica che porta una taglia più grande della mia. Il classico lavoro che si incaglia da qualche parte e che viene accantonato in attesa di giorni migliori. La laconica frase di accompagnamento è stata "Tieni, falla per te!".

Non nascondo un certo imbarazzo, appunto. Facile dire "Falla per te"...oltretutto mi è pure grande...
Però mi piaceva la stoffa -un morbido vellutino- e i colori, decisi e a disegni geometrici. Piano piano mi sono trovata a chiacchierare con lei, la giacca (metaforicamente parlando, eh...).

Per prima cosa l'ho scucita, smontando le maniche...


...l'ho quindi adattata alle mie misure, riprendendo le pinces...

... e riprendendo e accorciando le spalle.

Da metà davanti, ho ricavato il disegno per la paramontura e per il collo...

...che ho tagliato da un avanzo della stoffa originaria che mi era stata consegnata. Non avevo margine di errore, la stoffa era proprio giusta giusta!

Ho quindi ricucito tutti i pezzi della giacca e fatto tre asole.
Non avevo voglia di fare il cartamodello che mi serviva per la fodera e ho quindi deciso di rifinirla internamente con lo sbieco. Ho ripreso uno dei colori del diritto e, per fare un lavoro fatto sicuramente bene, l'ho cucito a mano.



Sono veramente soddisfatta di come sia venuta e, vedendola, non si direbbe che è stato un adattamento...che dite?

 

Ciaooooo,
Sara

29 settembre 2016

Pelle per il porta penne e il porta badge

Ciao a tutte e bentrovate!

Oggi...pelle! I lavori che vi mostro sono infatti due oggetti in pelle che ho realizzato poco tempo fa. Sono due porta...qualcosa...

Il primo è un astuccio porta penne, ne contiene tre.
Si tratta di un rettangolo cucito a vivo che, piegandosi, forma sia la tasca porta penne che la pateletta di chiusura.



Il secondo lavoro è un porta badge. Anche in questo caso, ho utilizzato dei rettangoli di pelle cuciti a vivo.


Semplici, puliti, minimal e unisex.

Ciaooooo,
Sara

18 settembre 2016

Quando la maiolica si indossa

In Italia si sa, la ceramica ha una lunga tradizione che accomuna un po'tutto lo stivale. La sua influenza estetica si può ammirare nell'architettura, nell'home decor e in altri ambiti. Da qualche anno a questa parte, anche nella moda. Molti sono infatti gli stilisti che, in varie riprese, hanno attinto da questi disegni, forme e colori.
A me le maioliche piacciono molto...sulle piastrelle, sui vasi, sui piatti...e, ovviamente anche sugli abiti. Qualche tempo fa, vi avevo mostrato il vestito che mi sono cucita, caratterizzato da un grande rosone di "maiolica in seta" turchese, giallo e bianco (cliccate qui se ve lo siete persi).
Ora è la volta di un'altra maiolica, diversa ma sempre in seta.



L'effetto della stampa è quello di un muro in piastrelle -e nemmeno tanto recente- che sembra stato staccato dalla parete per essere indossato.


Di questa seta mi hanno colpito i colori brillanti, così vividi da sembrare perennemente illuminati dalla luce del sole.

Vi ho cucito una gonna tubino longuette -lunga quanto tutto il disegno- e la sua borsetta coordinata con i manici in bambù.

Ho posizionato il disegno della gonna sul fianco sinistro, cosicché rimane a cavallo tra il davanti e il dietro.

La borsetta, che misura 33cm x 30cm ha parte del disegno su entrambi i lati. L'ho ricavata dalla poca stoffa avanzata dalla gonna.


Per la gonna non ho ancora avuto occasione, ma la borsetta l'ho già utilizzata...d'altra parte il bello del coordinato è anche si può anche spezzare...no?

Ciaoooooo,
Sara

6 settembre 2016

Una storia di sartoria del XXI secolo: un gilet da uomo davvero particolare

Squilla il telefono.
Rispondo.
Amico - Ciao Sara, (...convenevoli vari...) ho bisogno di te!
Sara - Ah, ciao (...convenevoli vari...) dimmi.
A - Sto cercando un gilet ma non lo trovo come dico io.
S - Ok, ma come lo cerchi?
A - Damascato o fiorato...
S - Scusa?!?!
A - Hai capito bene, devo andare Guča al Festival delle Trombe e con i miei amici abbiamo deciso di presentarci con il gilet. Io però ne voglio uno davvero particolare.
S - Mmmm quanto tempo ho?
A - Parto fra 5 giorni.
S - Ah, beh....me lo dici con largo anticipo, eh?
A - Pensi di farcela?
S - Ci provo, mandami via WhatsApp le misure che intanto lo disegno.

E' iniziata davvero così, una storia di sartoria del XXI secolo: una telefonata, quattro messaggi con la foto di altrettante stoffe, vari messaggi con le misure, una foto con il modello tagliato e la prova...di persona però.

La ricerca della stoffa è stata piuttosto fortunata  -e meno male, visto il pochissimo tempo a disposizione-. Curiosi? ecco la selezione di stoffe che ho curato personalmente :-)

Di tutte ne avevo più che a sufficienza, tranne di quella che è stata scelta (una stoffa stampata a mano Made in England), ovviamente...ma è stata giusta giusta. Per la schiena le ho abbinato una fodera marrone, come marrone è anche il filo delle asole.

I bottoni, invece, sono dorati con uno smalto vetrificato rosso.

Per quanto concerne il disegno, ho dovuto sacrificare lo stemma sull'abbottonatura mentre il gioco dei rameggi è simmetrico e l'insieme è piacevole.


Nelle foto che seguono, il gilet è stato indossato dal mio modello preferito (mio marito), a cui va un po' troppo giusto e corto (per forza, non era per lui...), ma valorizza il capo molto meglio che il manichino!


E qui è indossato dal legittimo proprietario in partenza per la Serbia. Scusatemi, la foto non è un granché, ma l'ho scattata di corsa.

Insomma, alla fine ce l'ho fatta! e il risultato finale si aggiudica la palma d'oro del capo più originale che ho cucito!

Ciaooooo,
Sara
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